Rubina Brugugnoli – Corporeo

Apriamo la stagione Open Space 2020 con il fascino potente della presenza nel mondo, con le foto di Rubina Brugugnoli: silenziose e magiche, come gli incantesimi più invincibili.

Ho scoperto la fotografia da piccola, attraverso mio padre: la macchina fotografica è un oggetto familiare, sempre avuta dentro casa. Ho iniziato utilizzando compatte e reflex analogiche e scattavo durante le gite scolastiche oppure in viaggio. Mai avrei pensato di diventare una fotografa. Da bambina optavo per la giornalista (volevo vendere i giornali) o la scioperante (?!).

Fortunatamente per noi, fotografa lo è diventata.
Questa serie di foto sono un racconto intimo, una sfida personale che Rubina Brugugnoli ha accettato; l’identità è talmente presente – anche se noi non ne riconosciamo il volto – che, in quanto osservatori, non possiamo che restare immobili, oltre quel velo stropicciato che compone l’inquadratura.

Immobili noi, mentre quel corpo invece si muove e cambia forma, diventando monumentale e statuario, geometrico e fluido; un corpo che ha qualcosa da dirci.

Mai stata magra. Ho sempre percepito il mio corpo poco agile, ingombrante, sgraziato. Da tempo avevo in mente di immortalarlo, come fosse una creatura al di fuori di me. L’atto di fotografarmi è stato sperimentale, mescolare elementi in un laboratorio, mettere in atto un processo chimico di azioni e pensieri. Il risultato è divenuto consolazione, mi sono piaciuta tanto.

“Corporeo” che diventa anche “corpo- reo”, colpevole di non essere standardizzato in un canone estetico troppo esclusivo e penalizzante per la varietà e la diversità che caratterizza la nostra specie. Così si prende il suo legittimo spazio nel mondo, con l’osservazione e l’amorevolezza che si danno alle cose e alle persone che desideriamo accogliere e capire.

Viste in sequenza, le fotografie di Rubina Brugugnoli sono una danza nuova, mai vista, forse per questo sconvolgente e necessaria: nuda, grassa, sensuale, coraggiosa – di quel coraggio non eroico, ma sincero, di chi si mette alla prova per concedersi la grazia; inarrestabile e inafferrabile, dato quel velo che porta tutto sulla soglia dell’irreale, come lo sfondo nero che ricorda il teatro – luogo di irrealtà.

Mi sono concessa di decondizionarmi dal giudizio e di rappresentare come esisto solidamente su questa terra, ma allo stesso tempo emerge la necessità di slegarmi dalla materia di cui sono fatta per confondermi oltre essa.

Non è facile essere presenza nel mondo; in molt* impieghiamo una vita per imparare. Queste foto sono una testimonianza di come, nud* e crud*, possiamo esserlo.
Si spengono le luci, inizia la danza: che lo spettacolo abbia inizio.

Gea Di Bella

A noi ci piace il Secs!

Ironiche, spregiudicate, con formazioni e competenze differenti ma accomunate da un grande interesse per il sesso e la sessualità: sono le persone che promuovono il pensiero sex positive dentro e fuori dal web.

Serie tv come la storica “Sex and the city” hanno agevolato i discorsi sulla sessualità delle donne in chiave pop, ma l’esplosione dei social media negli ultimi 10 anni ha fatto il resto, e proprio su quegli stessi social che hanno stretto la morsa della censura su contenuti di nudo, erotismo, pornografia, la comunità di persone sex positive si arricchisce di nuovi argomenti ed elementi.

Adesso siamo noi che vogliamo (ri)definire i nostri confini linguistici, anatomici, emotivi, affettivi, sensuali, sessuali apertamente e gioiosamente.

In questo articolo vi racconterò alcune delle persone che in Italia stanno scuotendo una cultura bigotta e ottusa a suon di post, stories ed eventi dove ciò che viene seminato in rete, viene raccolto fuori da questi schermi.

Potere di Iside*, vieni a me!
*dea egizia della saggezza, della magia, della salute (e del matrimonio, ok, lo ammetto)

Violeta Benini è un’ostetrica nota sui social come divulvatrice che, oltre al profilo omonimo, ne ha un altro paralleo in cui si fa chiamare Sesperta. Si occupa di benessere a vari livelli e in modo anticonvenzionale. Da lei non aspettatevi spiegoni incomprensibili con termini clinici altisonanti, ma delucidazioni sull’anatomia genitale femminile, indicazioni chiare e goliardiche sull’uso corretto di metodi contraccettivi, suggerimenti di sex toys per migliorare la salute del pavimento pelvico e sperimentare il piacere di chi ne fa uso. Violeta fa divulgazione, ossia condivide le sue conoscenze e il suo sapere specialistico con la comunità e lei stessa si tiene costantemente aggiornata e informata tramite corsi e master. La parte social è una delle componenti del suo lavoro, in quanto ha uno studio a Livorno, periodicamente riceve a Milano, e a breve anche a Firenze, organizza e conduce dei workshop in tutta Italia. È inoltre specializzata nel trattamento del pavimento pelvico e le eventuali problematiche a esso legate.
Instagram: @violetabenini e @sesperta.
Sito: www.violetab.com

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SE4SexEducation

Nel febbraio del 2018 Giulia Marchesi, psicologa con un master in sessuologia, ha avuto l’idea di creare SE ossia SE4SexEducation, un sito, una pagina Instragram e una pagina Facebook in cui fare educazione sessuale in modo chiaro ed esaustivo, per divulgare un approccio alla sessualità che fosse positivo e sereno, con l’obiettivo di abbattere tabù e pregiudizi che la circondano. Giulia è convinta che parlare apertamente e serenamente a bambin*, ragazz* e adult* sia la strada migliore per un’educazione sessuale e affettiva sana e rispettosa. SE4SexEducation pubblica periodicamente brevi video informativi per rispondere a curiosità riguardanti la sessualità e/o per approfondire alcune tematiche a essa inerenti; tali video sono seguiti da articoli dettagliati e di più ampio respiro. Oltre a curare l’attività online Giulia riceve nel suo studio a Verona, fa consulenze via Skype e organizza corsi per l’educazione sessuale nelle scuole, per i genitori e ovunque la chiamino: praticamente è la versione rosa e azzurra di Batman, con tanto di logo, e questo è il suo modo per combattere l’ignoranza.
Instagram: @se4sexeducation
Sito: www.se4sexeducation.it

Valiziosa è un personaggio misterioso, quasi mitologico, che ridesta il web con nynphografiche (ossia schede dettagliate e accurate con tanto di punteggio in cui recensisce sex toys) e il piccantissimo kamafrutta (posizioni sessuali illustrate con frutta e ortaggi con didascalia descrittiva sui generis). A chi si iscrive alla newsletter, regala la singolare e divertente lista della spesa “Sì – No – Forse” da compilare con la/il partner per sperimentare, conoscere e conoscersi nell’intimità. La sua missione è quella di abbattere i tabù sul sesso con malizia e ironia e ci riesce con contenuti ironici e divertenti. Se cercate un modo per avvicinarvi a queste tematiche in modo discreto ma bizzarro, Valiziosa fa per voi e, oltre a ingolosirvi su sex toys di cui non avreste mai immaginato l’esistenza, vi saprà far sorridere, perché – diciamocelo – il sesso è bello proprio perché ci si diverte un sacco!
Instagram: @valiziosa
Sito: www.valiziosa.com

L’ultima Iside, non certo per rilevanza, è la Dottoressa Schiaffazzi, prima e unica esperta italiana di “accoppiamento presto” una tecnica sessuale che si realizza tramite lo schiaffasutra, del quale lei stessa si fa promotrice con video esplicativi che gira insieme a Perlo, l’intelligenza artificiale creata nella Silicon Valley e che proprio di recente ha subìto degli aggiornamenti sostanziali di cui tutt* non vediamo l’ora di venire a conoscenza. Il suo schiaffabolario è ricco di termini quali Shu-Shu (nota quella di legno), Maxi-Bon (il bla-bla è analogo alla Shu-Shu di legno), massaggi ditalici, boccalici, dirtelo-boccalici, tripudi di cuori; si sprecano i cactus, che sono una filosofia di vita, uno state of mind, una dimensione dell’anima. Tra il serio e il faceto, la Dottoressa Schiaffazzi ci parla di amore, inclusione, ascolto, sperimentazione, consenso e rispetto in chiave surreale e ironica, sempre di gran classe.
Instagram: @dottoressaschiaffazzi

Rendiamo grazie alle Grazie*
*dee delle gioia di vivere

agit-porn

Morena e Ivano de Le Sex En Rose

La coppia più rosa del web è formata da Morena e Ivano di Le Sex En Rose. Unit* affettivamente e sul lavoro, è difficile star loro dietro: testano e recensiscono sex toys, organizzano set fotografici per campagne pubblicitarie molto glamour, hanno una rubrica di interviste nude che pubblicano sul loro sito, fanno divulgazione su temi riguardanti sessualità e tematiche lgbtqi+ con articoli di approfondimento e di recente hanno curato l’iniziativa “Piacere in Scatola – Consumare con Consenso” durante il Festival dell’Amore tenutosi a Milano dal 7 al 9 Giugno 2019. Per non parlare del podcast “Pottenrose” nel quale si diletta(va)no a leggere e commentare le fanfiction erotiche ispirate alla saga di “Harry Potter” con il loro inconfondibile accento piemontese. Lo stile è sobrio e solare nonostante tutto il rosa confetto e/o shocking, l’intesa e la complicità sono tangibili. Come direbbero loro: «Attenziòne!» (con la “o” aperta).
Instagram: @le_sex_en_rose
Sito: www.lesexenrose.com

Marvi Santamaria, meglio nota come Match and the City, ha iniziato la sua avventura online per raccontare il disagio(h) (quello con l’acca finale!) sulle dating app come Tinder. Dopo un anno di anonimato, Marvi ha deciso di uscire allo scoperto e, oltre a dedicarsi al tema degli incontri oline, tratta argomenti quali femminismo, pornografia etica, ha curato un podcast con puntate monotematiche, ha creato e tuttora modera due gruppi su Facebook in cui si confronta su questi temi, ogni mese raccoglie il meglio – secondo lei (come ci tiene a precisare) – su dating, sessualità, femminismo e lgbt in una newsletter; infine ha pubblicato il libro “Tinder and The City” (Alcatraz Edizioni) dove racconta storie di disagio sulle app di incontri, tra esperienze reali e finzione. Molto attenta e curiosa nel suo approccio, non manca di stimolare chi legge e guarda con consigli e riflessioni. Un’instancabile caterpillar!
Instagram: @matchandthecity
Sito: www.matchandthecity.it

La pagina Instagram di Virgin and Martyr è nata dalla collaborazione tra Greta Tosoni e Greta Elisabetta Vio, conosciutesi proprio sul social più in voga del momento. Inizialmente le persone erano invitate a inviare una foto del proprio corpo, di un particolare di esso, col fine di creare un archivio di immagini che raccontassero la diversità di ciascun corpo, col tempo è diventato un aggregatore di notizie, informazioni, esperienze non solo sui corpi ma anche sulla sessualità, trasformandosi in ciò che è oggi: un safe place in cui condividere e confrontarsi su body-shaming, tabù, sessualità, erotismo e pornografia, il tutto corredato da immagini e illustrazioni molto curate e con uno stile che caratterizza la pagina. L’attività virtuale va di pari passo a quella offline, nella quale le due Greta e alcune persone del team partecipano a dibattiti, incontri ed eventi volti a promuovere i suddetti temi. Su Virgin and Martyr le parole chiave sono rispetto, consenso e inclusività e i toni sono sempre pacati, senza scadere in un buonismo forzato. Difficile sentirsi fuori luogo sulla loro pagina.
Instagram: @virginandmartyr

Fiore Avvelenato nasce come blog per l’autostima sessuale e raccoglie articoli puntuali e approfonditi che riguardano la sessualità e il corpo da un punto di vista sociale, storico, artistico, letterario. La competenza di Donatella, ideatrice e autrice del blog, nell’ambito della moda e della storia del costume donano al progetto un valore aggiunto, rendendolo ancora più originale e affascinante, come il nome che porta. Fiore Avvelenato sa stimolare con aneddoti e digressioni che contestualizzano alcuni tabù e ci aiutano a osservarli meglio per poterli superare con consapevolezza e serenità. Su Instagram delizia la platea di follower con chicche maliziose, storie succulente e sondaggi in cui riesce a creare un’interazione onesta e mai giudicante, sempre aperta al confronto. Quello che mi piace di Fiore Avvelenato è che mi fa sentire come se mi trovassi in una biblioteca zozzetta dove lussureggiare acculturandomi, praticamente il paradiso per me, sapiosexual!
Instagram: @fioreavvelenato
Sito: www.fioreavvelenato.wordpress.com

Meno dissing Più dissidenti

Clitoridea (logo di Vincenzo Rotundo)

Dalla Calabria con furore e ardore c’è Clitoridea. Nata come sito di racconti erotici inviati dalle e dai fan è ben presto diventata un luogo dove chiedere supporto e confronto (nella rubrica “Clitoridea & Friends” chi ha una questione da sottoporre alla comunità lo può fare in modo anonimo e c’è chi risponde con pareri e/o consigli in forma altrettanto anonima). Inoltre Clitoridea è una pagina Instagram in cui vengono condivisi aforismi e poesie erotici, foto e illustrazioni a tema e nella quale si dibatte di tabù, corpi, sessualità, femminismo, pornografia. Ketty Rotundo, la sua fondatrice, organizza aperitivi con letture di racconti erotici. Insieme al gruppo Fem.In (Cosentine in lotta) organizza iniziative volte a sensibilizzare sui temi dell’inclusione, del femminismo intersezionale e delle patologie di genere. È tosta come il granito, divampa come un incendio, ha un senso dell’umorismo travolgente. Come non amarla?!
Instagram: @clitoridea
Sito: www.clitoridea.it

Benedetta Lo Zito è una donna che a un certo punto della sua vita, dopo essersi sentita sempre un’outsider per un motivo o per un altro, si è detta: «Mo’ prendi il tuo profilo da beauty influenZer e lo trasformi in un punto di ritrovo per coloro che non si sentono mai abbastanza!». E lo ha fatto tramutando Vitadibi in una parata femminista, sex e body positive, dove la peculiarità principale è quella di non mandarle a dire, complice anche la romanità che si è portata fino a Londra, dove vive. Su Instagram e Facebook parla di diritti umani, antifascismo, supporta la comunità lgbtqi+, promuove una sessualità libera e felice, l’amore per il proprio corpo. Instancabile social media manager di sé stessa, collabora inoltre al manifesto di fotografia erotica in salsa pop I Am Naked On The Internet di Miss Sorry e fa parte dello staff italo-inglese di Idioma, una linea di gioielli erotici femminili completamente artigianali e 100% made in Italy.
Il suo superpotere è saper connettere le persone anche con una risata, perché va bene essere militante, ma con la battuta pronta. Sempre.
Instagram: @vitadibi

Preparatevi a farvi infradiciare dall’onda anomala di Fluida Wolf attivista antisessista e antifascista, trash drag bitch, come ama autodefinirsi, traduttrice di testi che desiderano abbattere i tabù sulla sessualità, sul genere e aiutare a consapevolizzarsi sui propri piaceri e desideri. È inoltre conduttrice del workshop che da anni la sta portando in giro per l’Italia e fuori dai confini nazionali, ossia “Eiaculazione per f*che”, dove racconta come il corpo della donna, e particolarmente i genitali, sia stato silenziato al punto da non vedersi riconosciute parti di esso. Partendo da alcune nozioni anatomiche arriva a illustrare come avviene l’eiaculazione, senza voler istruire o indottrinare, ribelle fino al midollo, come piace ad agit-porn! Fluida Wolf è inoltre una studiosa di postporno, studi di genere e attiva nel dibattito sui diritti della comunità lgbtqi+ e delle/dei sex worker. Di lei mi piace anche ricordare le mise eccentriche e sfrontate, il make up fluo e le acconciature fatte di lunghissime extension e minidildo; la voglia di non essere a basso profilo, perché la rivoluzione non si può fare sottovoce.
Instagram: @valentine_aka_fluida_wolf

La comunità sex positive è in fermento e tante altre persone ne fanno parte, una menzione speciale va al progetto La camera di Valentina che racconta l’arte erotica passata e contemporanea, in modo scrupoloso e mai pedante nel tentativo di dirci qualcosa in più su sesso e passione.

Conoscevate blogger e influencer dell’articolo? Ne avete altr* da suggerire?
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Claudia Ska

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Sara e Pepe: una prima volta [CLOSED]

10/05/2019 – 10/08/2019

In esclusiva su Open Space, lo spazio espositivo di agit-porn, la prima serie “di coppia” della fotografa Paola Malloppo.

Paola Malloppo nasce in Puglia, durante una partita dei mitici mondiali del ’90. Inizia a occuparsi di fotografia erotica nel 2013 sempre con grande curiosità, sviluppando alcuni progetti che negli anni sono stati esposti in varie città (Bologna, Foggia, Milano, Parma…). Attualmente risiede a Belluno, dove lavora in tutt’altro campo, senza mai tralasciare la sua passione fotografica.

È stato un processo così naturale, da fare dimenticare ogni incertezza o dubbio.

Non a caso per presentare questa esposizione sono state scelte le parole chiave dell’autrice delle foto: naturalezza e assenza di incertezza colpiscono e ti fanno sentire ogni pezzo come fosse tuo, se non addirittura desiderare che lo sia.

Nonostante i sette anni di carriera alle spalle in questo campo è facile riuscire ancora a fare le cose per la prima volta. […] Dietro l’obiettivo sono una ragazza mediamente timida e durante il set questa timidezza non scompare mai del tutto, quindi, nonostante la voglia, questa esperienza è stata spesso rimandata per paura di un’intimità troppo forte da affrontare.[…]

Sara e Pepe sono i primi protagonisti, in quanto coppia in una relazione intima, delle opere di Paola Malloppo e in effetti è un’impressione inedita anche per chi osserva e segue Paola e il suo lavoro, poiché pone chi guarda in un ruolo differente: abituati/e a vedere e sognare le donne sensuali, presenti a sé stesse e sicure dei suoi ritratti, avevamo lasciato che la nostra immaginazione si ingigantisse e abbracciasse mille storie possibili; che si eccitasse, insomma.

Il potere erotico-immaginifico non si attua solo in narrazioni da completare e da guidare, ma anche in quelle compiute e dalle quali lasciarsi portare. È il caso della serie con Sara e Pepe: giovani, scandalosamente pornografici, quindi veri; innamoratissimi in un contesto dove l’amore perde i fronzoli e si mostra sincero, consenzientemente perverso, senza censure.

Partendo da Malloppo fino a noi, tutti/e viviamo la prima volta in quanto voyeur. Lo siamo sempre davanti alle visioni pornografiche ma, a differenza dei video, le fotografie inducono alla quiete, alla riflessione e al confronto con quella parte di noi forse addirittura colpevolizzata nel trarre piacere. Ecco perché le fotografie di Paola Malloppo funzionano così bene: passano dal corpo, assorbite dalla pelle, per restare dentro.

L’uso dell’analogico crea un effetto “viaggio nel tempo” che trascina le ambientazioni in un non-luogo dove tutte le fantasie possono avere il loro posto; un effetto liberatorio impreziosito dall’occhio di Malloppo che coglie angolazioni, espressioni e gesti che frantumano la finzione. Non è un set preimpostato, non c’è recitazione: è la sconvolgente realtà della libertà a tutto spiano.

[…]Poi ho conosciuto Sara, dovevo scattare solo con lei, ma nella consueta chiacchierata mi ha parlato di Pepe, che era nell’altra stanza a guardare la TV, mi ha detto che a lui sarebbe sicuramente piaciuto e che se volevo poteva chiederglielo. È stato un processo così naturale, da fare dimenticare ogni incertezza o dubbio; la dimostrazione astrale di come certe cose non possono che avvenire nel giusto tempo, spazio e situazione. Così ho scoperto di trovarmi bene anche in questo tipo di situazione, che può sembrare simile, ma è in realtà diversissima dalla mia “normale” esperienza fotografica. Se nei miei set non manca mai il contatto (soprattutto visivo) con la modella, qui sono stata relegata al ruolo di un comune voyeur di cui le persone non sentono la presenza, non più regista indiscusso della scena, ma spettatore che, di tanto in tanto, viene chiamato a partecipare all’azione come nei migliori degli spettacoli di magia. Questo può sembrare un passo indietro, ma è stato per me il balzo più proficuo. Ho avuto modo di cambiare la mia prospettiva e il mio ruolo nella pièce e ciò che è venuto fuori è stato un set che sono molto orgogliosa di aver scattato, non solo per la sua oggettiva sincerità, ma soprattutto perché rappresenta una nuova scoperta in un percorso semi-professionale iniziato da un po’.

Gea Di Bella

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