Open Space

Ti trovi in un open space di nome e di fatto, un ambiente virtuale spazioso, senza muri divisori nel quale a circondarti ci sono fotografie o illustrazioni. Nessun limite all’installazione: le opere sono poggiate a terra, coprono le pareti, sono appiccicate al soffitto, ovunque ci sia una superficie da utilizzare c’è la possibilità di attaccarci un foglio o una fotografia. Se hai voglia possiamo creare una rete di fili colorati e appendere le opere come panni stesi ad asciugare, in una trasposizione arcobaleno delle opere di Chiharu Shiota.

Le finestre sono sempre aperte per fare entrare la luce del sole o il chiarore lunare, la brezza le scuoterà come se fossero rami.
Potrai inginocchiarti per vederle da vicino e osservarne i dettagli, restare a schiena dritta e incurvare il collo in avanti per uno sguardo dall’alto o all’indietro, per osservare quelle sopra la tua testa. Potrai prendere la giusta distanza, che – siccome risponde alla tua sensibilità – stabilisci personalmente. Chi preferisce stare a un palmo di naso e chi invece indietreggia perché desidera avere una visione d’insieme.
Potrai immergerti nell’esposizione in totale silenzio e solitudine oppure confrontandoti con le altre persone presenti, ad alta voce.

È un open space perché, oltre a essere uno spazio aperto architettonicamente, lo è umanamente. Qua dentro la libertà la puoi vedere e, se non la vedi coi tuoi occhi, te la puoi far raccontare da chi ti sta accanto.
Puoi restare in mezzo alle opere quanto vuoi, ogni tre mesi, cambieranno linguaggi e scenari.
Nulla sarà censurato, né i corpi né le intenzioni, perché la pelle è fatta di pigmenti, non di pixel, e i desideri sono la linfa vitale.
Qui troverai tutti i corpi, il sesso e l’amore di cui il mondo sembra avere paura, ma che sono l’essenza dell’essere umano e di quanto di buono possiamo fare.

Abbine cura.