Pride Month: l’arte di sovvertire con orgoglio

Giugno è il mese dedicato ufficialmente al Pride. Ricorrono eventi e iniziative a tema per celebrare e sensibilizzare le diversità.

Il passaggio da “Gay Pride” a “Pride” ha consentito di estendere il focus sui diritti civili delle persone omo/bi/pansessali, delle persone non binarie, fluide, transgender, intersex. Si è fatta luce anche sulla comunità kinky (spesso osteggiata all’interno della stessa comunità LGBTQI+) e sulle persone asessuali.

Un punto che crediamo sia nodale è l’inclusione di battaglie sociali, come quelle delle persone migranti e persino delle persone precarie (a tale proposito consigliamo l’intervento di  Antonio Rainò pubblicato nel 2019 su Linkedin).

Per noi di agit-porn il Pride non è solo celebrazione della diversità e dell’inclusione ma soprattutto della rivolta a uno status quo discriminante e autoritario.

La retorica dell’amore, del matrimonio, delle unioni civili e in generale di un decoro ricalcato su un modello eteronormato che fa acqua da più part è pericolosa e ridicola. Ancora una volta si chiede di adeguarsi a un paradigma che sia comunemente accettato.
Auspichiamo il sovvertimento di un sistema che riconosce il matrimonio (eterosessuale) come unico vincolo valido per ottenere una serie di diritti.
Desideriamo che l’amore (per una persona, una! Non sia mai che poi ci facciamo prendere la mano e scatta l’orgia! BTW: mammagari!) non sia un metro di misura per giudicare la nostra rispettabilità e validità.

Vogliamo che l’orientamento sessuale e il genere delle persone non venga strumentalizzato per specularci sopra e che chiunque venga trattato con onore.

CALL PER ARTIST*

agit-porn invita a partecipare alla call per artist* che vogliano esporre una propria opera (fotografia o illustrazione) che sia rappresentativa di un Pride che sbeffeggia il potere con audacia.

Vieni ad agitare l’Open Space di agit-porn!

Requisiti di partecipazione:
– max 3 (tre) opere originali;
– titolo opere + nome autorə;
– link alle opere se fossero già esposte altrove;
– inviare entro e non oltre il 13/06/2021 17/06/2021 alle ore 22.00 (ora italiana) tramite WeTransfer o Google Drive a new.agit.porn@gmail.com

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[Guest Post] “”Forced Entry” di Shaun Costello: Apocalypse Porn” di Dario Denta

Due eventi affondarono, con ogni probabilità, la cosiddetta Golden Age of Porn, ossia quel momento nel decennio 1970 durante il quale la pornografia divenne un genere cinematografico dalle ambizioni artistiche e si guadagnò un posto nelle sale. Innanzitutto gli eccessi dell’ambiente (AIDS compreso) e conseguenti scandali; una decadente atmosfera così ben descritta in “Boogie Nights. E poi forse “Forced Entry di Shaun Costello o, meglio, i limiti che esso superò. Continue reading

Imbarchiamoci nel 2021

Qualche mese fa ho fatto binge watching di “The handmaid’s tale” e in un episodio  in cui la scena era ambientata durante un veglione di capodanno, due personaggi cantavano “Islands in the streams” di Dolly Parton al karaoke.

Avrei voluto scrivere qualcosa di intelligente e motivante, ma messa davanti alla pagina bianca il nulla cosmico ha pervaso la mia testa e l’unica cosa che mi sia venuta in mente è stata quella canzone.
La serie (tratta dal romanzo omonimo del 1985 di Margaret Atwood) è una distopia, quindi non è che sembri proprio un buon augurio il mio, me ne rendo conto, eppure lo è.
Il testo recita:

«Islands in the stream
that is what we are
No one in between
How can we be wrong?
Sail away with me
to another world
and we rely on each other, hahah
from one lover to another, hahah
»

E allora, per il 2021 e per sempre finché ci sarà vita, cerchiamo di essere solidali fra noi, pur restando individui, non dimentichiamoci della collettività.

Claudia Ska

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