Claudia Ska

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«[…] Ma quando io mi trovo a parlare di me, è inevitabile che il mio narrato sia filtrato, manipolato, censurato dal mio io narrante, dalla sua scala di valori, dalla sua sensibilità, dal suo spirito di osservazione, nonché da una serie di interessi concreti. Perciò, che grado di verità oggettiva possiederà mai questo io che si racconta da sé? È un problema, questo, che mi sta molto a cuore. Che mi è sempre stato a cuore, fin da quando ho memoria.»

da “La ragazza dello Sputnik”, Haruki Murakami (trad. Giorgio Amitrano) – Einaudi

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La premessa dovrebbe dare un’idea di quanto per me sia difficile rispondere alla domanda “Chi sono?”.
Non lo so.
Sia fuori che dentro Internet (che sembra fare da spartiacque) è più facile per chiunque inserirsi in un preciso àmbito, darsi o farsi dare un titolo, un’etichetta; personalmente mi sentirei vincolata, limitata, parziale.
Sono una persona entusiasta, passionale e curiosa, non sono un’esperta, una coach, un’influencer.
Per anni ho pensato di essere fissata col sesso e tutto ciò che potesse riguardarlo, ho supposto che – siccome mi piace(va) molto farlo e parlarne – fossi una ninfomane (termine che una volta veniva abusato e per fortuna oggi è in disuso).
Adoro essere fotografata e fotografarmi, mostrarmi ha a che fare con l’esibizionismo, che a sua volta è da ricondursi al desiderio e al bisogno di essere vista.
Sesso ed esibizionismo: Freud si sfregherebbe le mani.

Messa da parte la psicanalisi da supermercato, posso dire che le suddette passioni hanno trovato un punto d’incontro quando mi sono resa conto che parlarne apertamente e serenamente era considerato disdicevole.
Mi sono scontrata con reticenza, pregiudizi, tabù, ignoranza, sessismo, violenza e – a suggellare tutto ciò – la censura.
Ho così capito che mostrarsi e affrontare il sesso pubblicamente non è facile e per lo più assume connotati negativi. Ho intravisto un risvolto politico in tutto questo, del resto la seconda ondata femminista rivendicò fra l’altro l’appropriazione del corpo e quindi della sessualità; vi ho letto una mancanza di educazione sessuale e affettiva, ho riscontrato bigottismo, moralismo, superficialità, disinteresse, paura e tutto ciò mi ha permesso di inscrivere due semplici passioni in un contesto più ampio che non riguarda solo me ma l’intera comunità.

Quindi chi sono?

Se devo proprio definirmi, allora scelgo di essere un’agitatrice, nel senso di chi eccita e infiamma gli animi con idee o dottrine nuove, rivoluzionarie o comunque ricche di fermenti (Treccani). Senza voler sminuire me stessa e il mio lavoro, so di non fare niente di singolare o eccezionale, né di essere innovativa, ma sono altrettanto consapevole del fatto che ci sia bisogno di scuotere ed essere scoss* da un torpore intellettuale e culturale, da un appiattimento sociale.
I manuali di self empowerment e psicologia positiva invitano all’autoefficacia e alla stima di sé: propongo la consapevolezza della propria mediocrità (intesa come aurea mediocritas) con l’obiettivo di ampliare il proprio sapere. Rivendico la mia paura di non farcela, il mio demoralizzarmi, l’avere dubbi senza soluzione di continuità, il mio non voler essere e apparire sempre al top e soprattutto rivendico gli spazi dell’osceno, del conflitto e della rabbia.

Forse non ho ben chiaro chi sono, ma so cosa sia agit-porn: il luogo in cui mi mostro senza veli e senza filtri in senso metaforico e letterale, dove allo stesso modo cerco di narrare corpi e sessualità.

Qua non si usa un profilo basso.
Qua non la si tocca piano.
Qua i vestiti non servono.

Di seguito una sintesi dei momenti salienti della mia vita per chi ama gli elenchi puntati.
Cercherò di essere pragmatica fornendo alcune informazioni, il tanto che basta per inquadrarmi senza potermi definire esaustivamente.

  • Sono nata e cresciuta in Sardegna fino a 19 anni;
  • vivo a Milano dal 2009 dopo avere vissuto 4 anni e mezzo a Roma, con una parentesi antecedente a Perugia e una successiva a Portsmouth (UK);
  • ho una formazione post liceale da attrice;
  • dal 2005 al 2008 ho lavorato nel settore eventi/intrattenimento come attrice, performer, intrattenitrice, animatrice, coordinatrice;
  • dal 2009 al 2017 ho lavorato in editoria, a diverso titolo.
  • Dal 2014 ho iniziato a interessarmi in maniera più sistematica a erotismo, pornografia, autodeterminazione, femminismo, censura e in generale ai corpi, tanto che queste stesse tematiche sono il fulcro del numero 15 di “Rivista di Scienze Sociali” che ho avuto il piacere e l’onore di curare nel 2016, e il cui titolo è “Erottica – sguardi obbliqui di corpi dilatati” (sì, sono due “t” e due “b”);
  • sempre nel 2016 è uscito per Blonk il mio romanzo “Ma l’amore no”.
  • Dal 2017 ho un contratto a tempo indeterminato e nessun mutuo a carico.