La fine è il mio inizio (cit.)

È stato un anno impegnativo e ricco di sorprese.
Ho iniziato questo progetto completamente sola, se non fosse stato per l’aiuto che mi fu dato dal mio amico Bedo, che ringrazio per avermi spiegato le nozioni base di WordPress e avere ideato una grafica in pieno stile agit-prop poi sostituita da questa che vedete, meno personalistica e più pop creata su misura dall’illustrastrice Giulia Nicolino, meglio nota come linEEtte.
In un secondo momento ho proposto a Gea Di Bella di collaborare in qualità di studiosa e appassionata di arte, che si dedica con amore alla sezione “Open Space” curando le mostre che pubblichiamo trimestralmente.
Abbiamo iniziato con Paola Malloppo e il servizio fotografico che ha condiviso in anteprima con agit-porn “Sara e Pepe: una prima volta“, poi è stata la volta di Azoto con le sue illustrazioni queer cyber punk e infine un’edizione speciale per dicembre in cui mostriamo una serie di foto dal progetto “Vita Privata” di Ossidiana Cosmica.

Nell’ottica di dare voce e spazio a punti di vista diversi e multisfaccettati, di arricchire agit-porn con altri contenuti e soprattutto di farlo diventare il più corale possibile, ad agosto è stato pubblicato il primo guest post scritto da Urfidia, seguito da quello di Mi Chiamo Maschio, Polycarenze, Gohar, Caffein Butt, Giulia Zollino, Ossidiana Cosmica, girlsplaining e Danilo Campanella, che ha fatto addirittura una doppietta.
Ho conosciuto queste persone, tranne Danilo – autore per “Erottica – sguardi obbliqui di corpi dilatati” (il 15° numero di “Rivista di Scienze Sociali” che curai nel 2016) – su Instagram, tramite il profilo @agit_p.o.r.n che è stato disattivato lo scorso 12 dicembre, senza una motivazione precisa, nonostante sappia perfettamente di non avere rispettato più volte le linee guida (di cui ho parlato qui e qui).

Non sono mancate ospiti che ci hanno dedicato il proprio tempo rispondendo alle domande che ho posto loro per la rubrica “Interviste Ribelli”, di cui fanno parte Rachele Borghi, Sara Silvera Darnich, Miss Mukade e il trio di Inside Porn.

A ottobre abbiamo avviato l’iniziativa “Sharing nudes“, nata per gioco proprio su Instagram: ho chiesto alle persone che mi seguivano di inviare tramite email delle foto. In tante e tanti vi hanno preso parte fino a ora, ringraziando per la possibilità di mostrarsi liberamente (anche se quasi nessun* mostra il volto, segno che lo stigma sulla nudità e sulla sessualizzazione è ancora fortissimo e per certi versi invalidante in molti ambiti dell’esistenza).

Vorrei che agit-porn si consolidasse come luogo in cui condividere opinioni non conformi alla norma, perché c’è bisogno di voci fuori dal coro. Sono molto presente e attiva su Instagram e risento malamente dell’approccio pop e spesso superficiale ad argomenti quali femminismo, sessualità, pornografia, discriminazione (che sia essa fisica, etnica, di genere, sessuale, di “abilità” o tutte queste messe assieme, ecco perché credo e sostengo il femminismo intersezionale).
Vorrei che si prendesse atto del grande paradosso in cui siamo invischiat*: la volontà che si finge necessità di essere visibili per esprimersi contro la reale necessità di sovvertire lo status quo.
Prima o poi i social chiuderanno, si trasformeranno, e in ogni caso ci vincoleranno tramite nuove e sempre più subdole forme di potere: creiamo spazi alternativi per liberarci e comunicare, che siano essi fisici o virtuali, poco importa.
agit-porn vuole essere proprio questo: uno spazio libero dove né le menti né i corpi conoscono censura. Spero che vogliate unirvi, e il mio augurio per il 2020 è che non smettiate mai di guardarvi e guardare il mondo che vi circonda con spirito critico e voglia di cambiare.

Vi auguro un proficuo e felice anno nuovo con una meravigliosa canzone di Mercedes Sosa: “Todo cambia”.

Claudia Ska

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