A noi ci piace il Secs!

Ironiche, spregiudicate, con formazioni e competenze differenti ma accomunate da un grande interesse per il sesso e la sessualità: sono le persone che promuovono il pensiero sex positive dentro e fuori dal web.

Serie tv come la storica “Sex and the city” hanno agevolato i discorsi sulla sessualità delle donne in chiave pop, ma l’esplosione dei social media negli ultimi 10 anni ha fatto il resto, e proprio su quegli stessi social che hanno stretto la morsa della censura su contenuti di nudo, erotismo, pornografia, la comunità di persone sex positive si arricchisce di nuovi argomenti ed elementi.

Adesso siamo noi che vogliamo (ri)definire i nostri confini linguistici, anatomici, emotivi, affettivi, sensuali, sessuali apertamente e gioiosamente.

In questo articolo vi racconterò alcune delle persone che in Italia stanno scuotendo una cultura bigotta e ottusa a suon di post, stories ed eventi dove ciò che viene seminato in rete, viene raccolto fuori da questi schermi.

Potere di Iside*, vieni a me!
*dea egizia della saggezza, della magia, della salute (e del matrimonio, ok, lo ammetto)

Violeta Benini è un’ostetrica nota sui social come divulvatrice che, oltre al profilo omonimo, ne ha un altro paralleo in cui si fa chiamare Sesperta. Si occupa di benessere a vari livelli e in modo anticonvenzionale. Da lei non aspettatevi spiegoni incomprensibili con termini clinici altisonanti, ma delucidazioni sull’anatomia genitale femminile, indicazioni chiare e goliardiche sull’uso corretto di metodi contraccettivi, suggerimenti di sex toys per migliorare la salute del pavimento pelvico e sperimentare il piacere di chi ne fa uso. Violeta fa divulgazione, ossia condivide le sue conoscenze e il suo sapere specialistico con la comunità e lei stessa si tiene costantemente aggiornata e informata tramite corsi e master. La parte social è una delle componenti del suo lavoro, in quanto ha uno studio a Livorno, periodicamente riceve a Milano, e a breve anche a Firenze, organizza e conduce dei workshop in tutta Italia. È inoltre specializzata nel trattamento del pavimento pelvico e le eventuali problematiche a esso legate.
Instagram: @violetabenini e @sesperta.
Sito: www.violetab.com

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SE4SexEducation

Nel febbraio del 2018 Giulia Marchesi, psicologa con un master in sessuologia, ha avuto l’idea di creare SE ossia SE4SexEducation, un sito, una pagina Instragram e una pagina Facebook in cui fare educazione sessuale in modo chiaro ed esaustivo, per divulgare un approccio alla sessualità che fosse positivo e sereno, con l’obiettivo di abbattere tabù e pregiudizi che la circondano. Giulia è convinta che parlare apertamente e serenamente a bambin*, ragazz* e adult* sia la strada migliore per un’educazione sessuale e affettiva sana e rispettosa. SE4SexEducation pubblica periodicamente brevi video informativi per rispondere a curiosità riguardanti la sessualità e/o per approfondire alcune tematiche a essa inerenti; tali video sono seguiti da articoli dettagliati e di più ampio respiro. Oltre a curare l’attività online Giulia riceve nel suo studio a Verona, fa consulenze via Skype e organizza corsi per l’educazione sessuale nelle scuole, per i genitori e ovunque la chiamino: praticamente è la versione rosa e azzurra di Batman, con tanto di logo, e questo è il suo modo per combattere l’ignoranza.
Instagram: @se4sexeducation
Sito: www.se4sexeducation.it

Valiziosa è un personaggio misterioso, quasi mitologico, che ridesta il web con nynphografiche (ossia schede dettagliate e accurate con tanto di punteggio in cui recensisce sex toys) e il piccantissimo kamafrutta (posizioni sessuali illustrate con frutta e ortaggi con didascalia descrittiva sui generis). A chi si iscrive alla newsletter, regala la singolare e divertente lista della spesa “Sì – No – Forse” da compilare con la/il partner per sperimentare, conoscere e conoscersi nell’intimità. La sua missione è quella di abbattere i tabù sul sesso con malizia e ironia e ci riesce con contenuti ironici e divertenti. Se cercate un modo per avvicinarvi a queste tematiche in modo discreto ma bizzarro, Valiziosa fa per voi e, oltre a ingolosirvi su sex toys di cui non avreste mai immaginato l’esistenza, vi saprà far sorridere, perché – diciamocelo – il sesso è bello proprio perché ci si diverte un sacco!
Instagram: @valiziosa
Sito: www.valiziosa.com

L’ultima Iside, non certo per rilevanza, è la Dottoressa Schiaffazzi, prima e unica esperta italiana di “accoppiamento presto” una tecnica sessuale che si realizza tramite lo schiaffasutra, del quale lei stessa si fa promotrice con video esplicativi che gira insieme a Perlo, l’intelligenza artificiale creata nella Silicon Valley e che proprio di recente ha subìto degli aggiornamenti sostanziali di cui tutt* non vediamo l’ora di venire a conoscenza. Il suo schiaffabolario è ricco di termini quali Shu-Shu (nota quella di legno), Maxi-Bon (il bla-bla è analogo alla Shu-Shu di legno), massaggi ditalici, boccalici, dirtelo-boccalici, tripudi di cuori; si sprecano i cactus, che sono una filosofia di vita, uno state of mind, una dimensione dell’anima. Tra il serio e il faceto, la Dottoressa Schiaffazzi ci parla di amore, inclusione, ascolto, sperimentazione, consenso e rispetto in chiave surreale e ironica, sempre di gran classe.
Instagram: @dottoressaschiaffazzi

Rendiamo grazie alle Grazie*
*dee delle gioia di vivere

agit-porn

Morena e Ivano de Le Sex En Rose

La coppia più rosa del web è formata da Morena e Ivano di Le Sex En Rose. Unit* affettivamente e sul lavoro, è difficile star loro dietro: testano e recensiscono sex toys, organizzano set fotografici per campagne pubblicitarie molto glamour, hanno una rubrica di interviste nude che pubblicano sul loro sito, fanno divulgazione su temi riguardanti sessualità e tematiche lgbtqi+ con articoli di approfondimento e di recente hanno curato l’iniziativa “Piacere in Scatola – Consumare con Consenso” durante il Festival dell’Amore tenutosi a Milano dal 7 al 9 Giugno 2019. Per non parlare del podcast “Pottenrose” nel quale si diletta(va)no a leggere e commentare le fanfiction erotiche ispirate alla saga di “Harry Potter” con il loro inconfondibile accento piemontese. Lo stile è sobrio e solare nonostante tutto il rosa confetto e/o shocking, l’intesa e la complicità sono tangibili. Come direbbero loro: «Attenziòne!» (con la “o” aperta).
Instagram: @le_sex_en_rose
Sito: www.lesexenrose.com

Marvi Santamaria, meglio nota come Match and the City, ha iniziato la sua avventura online per raccontare il disagio(h) (quello con l’acca finale!) sulle dating app come Tinder. Dopo un anno di anonimato, Marvi ha deciso di uscire allo scoperto e, oltre a dedicarsi al tema degli incontri oline, tratta argomenti quali femminismo, pornografia etica, ha curato un podcast con puntate monotematiche, ha creato e tuttora modera due gruppi su Facebook in cui si confronta su questi temi, ogni mese raccoglie il meglio – secondo lei (come ci tiene a precisare) – su dating, sessualità, femminismo e lgbt in una newsletter; infine ha pubblicato il libro “Tinder and The City” (Alcatraz Edizioni) dove racconta storie di disagio sulle app di incontri, tra esperienze reali e finzione. Molto attenta e curiosa nel suo approccio, non manca di stimolare chi legge e guarda con consigli e riflessioni. Un’instancabile caterpillar!
Instagram: @matchandthecity
Sito: www.matchandthecity.it

La pagina Instagram di Virgin and Martyr è nata dalla collaborazione tra Greta Tosoni e Greta Elisabetta Vio, conosciutesi proprio sul social più in voga del momento. Inizialmente le persone erano invitate a inviare una foto del proprio corpo, di un particolare di esso, col fine di creare un archivio di immagini che raccontassero la diversità di ciascun corpo, col tempo è diventato un aggregatore di notizie, informazioni, esperienze non solo sui corpi ma anche sulla sessualità, trasformandosi in ciò che è oggi: un safe place in cui condividere e confrontarsi su body-shaming, tabù, sessualità, erotismo e pornografia, il tutto corredato da immagini e illustrazioni molto curate e con uno stile che caratterizza la pagina. L’attività virtuale va di pari passo a quella offline, nella quale le due Greta e alcune persone del team partecipano a dibattiti, incontri ed eventi volti a promuovere i suddetti temi. Su Virgin and Martyr le parole chiave sono rispetto, consenso e inclusività e i toni sono sempre pacati, senza scadere in un buonismo forzato. Difficile sentirsi fuori luogo sulla loro pagina.
Instagram: @virginandmartyr

Fiore Avvelenato nasce come blog per l’autostima sessuale e raccoglie articoli puntuali e approfonditi che riguardano la sessualità e il corpo da un punto di vista sociale, storico, artistico, letterario. La competenza di Donatella, ideatrice e autrice del blog, nell’ambito della moda e della storia del costume donano al progetto un valore aggiunto, rendendolo ancora più originale e affascinante, come il nome che porta. Fiore Avvelenato sa stimolare con aneddoti e digressioni che contestualizzano alcuni tabù e ci aiutano a osservarli meglio per poterli superare con consapevolezza e serenità. Su Instagram delizia la platea di follower con chicche maliziose, storie succulente e sondaggi in cui riesce a creare un’interazione onesta e mai giudicante, sempre aperta al confronto. Quello che mi piace di Fiore Avvelenato è che mi fa sentire come se mi trovassi in una biblioteca zozzetta dove lussureggiare acculturandomi, praticamente il paradiso per me, sapiosexual!
Instagram: @fioreavvelenato
Sito: www.fioreavvelenato.wordpress.com

Meno dissing Più dissidenti

Clitoridea (logo di Vincenzo Rotundo)

Dalla Calabria con furore e ardore c’è Clitoridea. Nata come sito di racconti erotici inviati dalle e dai fan è ben presto diventata un luogo dove chiedere supporto e confronto (nella rubrica “Clitoridea & Friends” chi ha una questione da sottoporre alla comunità lo può fare in modo anonimo e c’è chi risponde con pareri e/o consigli in forma altrettanto anonima). Inoltre Clitoridea è una pagina Instagram in cui vengono condivisi aforismi e poesie erotici, foto e illustrazioni a tema e nella quale si dibatte di tabù, corpi, sessualità, femminismo, pornografia. Ketty Rotundo, la sua fondatrice, organizza aperitivi con letture di racconti erotici. Insieme al gruppo Fem.In (Cosentine in lotta) organizza iniziative volte a sensibilizzare sui temi dell’inclusione, del femminismo intersezionale e delle patologie di genere. È tosta come il granito, divampa come un incendio, ha un senso dell’umorismo travolgente. Come non amarla?!
Instagram: @clitoridea
Sito: www.clitoridea.it

Benedetta Lo Zito è una donna che a un certo punto della sua vita, dopo essersi sentita sempre un’outsider per un motivo o per un altro, si è detta: «Mo’ prendi il tuo profilo da beauty influenZer e lo trasformi in un punto di ritrovo per coloro che non si sentono mai abbastanza!». E lo ha fatto tramutando Vitadibi in una parata femminista, sex e body positive, dove la peculiarità principale è quella di non mandarle a dire, complice anche la romanità che si è portata fino a Londra, dove vive. Su Instagram e Facebook parla di diritti umani, antifascismo, supporta la comunità lgbtqi+, promuove una sessualità libera e felice, l’amore per il proprio corpo. Instancabile social media manager di sé stessa, collabora inoltre al manifesto di fotografia erotica in salsa pop I Am Naked On The Internet di Miss Sorry e fa parte dello staff italo-inglese di Idioma, una linea di gioielli erotici femminili completamente artigianali e 100% made in Italy.
Il suo superpotere è saper connettere le persone anche con una risata, perché va bene essere militante, ma con la battuta pronta. Sempre.
Instagram: @vitadibi

Preparatevi a farvi infradiciare dall’onda anomala di Fluida Wolf attivista antisessista e antifascista, trash drag bitch, come ama autodefinirsi, traduttrice di testi che desiderano abbattere i tabù sulla sessualità, sul genere e aiutare a consapevolizzarsi sui propri piaceri e desideri. È inoltre conduttrice del workshop che da anni la sta portando in giro per l’Italia e fuori dai confini nazionali, ossia “Eiaculazione per f*che”, dove racconta come il corpo della donna, e particolarmente i genitali, sia stato silenziato al punto da non vedersi riconosciute parti di esso. Partendo da alcune nozioni anatomiche arriva a illustrare come avviene l’eiaculazione, senza voler istruire o indottrinare, ribelle fino al midollo, come piace ad agit-porn! Fluida Wolf è inoltre una studiosa di postporno, studi di genere e attiva nel dibattito sui diritti della comunità lgbtqi+ e delle/dei sex worker. Di lei mi piace anche ricordare le mise eccentriche e sfrontate, il make up fluo e le acconciature fatte di lunghissime extension e minidildo; la voglia di non essere a basso profilo, perché la rivoluzione non si può fare sottovoce.
Instagram: @valentine_aka_fluida_wolf

La comunità sex positive è in fermento e tante altre persone ne fanno parte, una menzione speciale va al progetto La camera di Valentina che racconta l’arte erotica passata e contemporanea, in modo scrupoloso e mai pedante nel tentativo di dirci qualcosa in più su sesso e passione.

Conoscevate blogger e influencer dell’articolo? Ne avete altr* da suggerire?
Lasciate un commento qua sotto e non dimenticate di seguirmi anche su Instagram.

Claudia Ska

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La mia cronaca dall’Hacker Porn Film Festival

L’Hacker Porn Film Festival si svolge a Roma dal 2017 e la terza edizione si è tenuta dal 24 al 30 aprile 2019. Si tratta di un festival in cui si ha l’opportunità di vedere ed entrare in contatto con la scena queer e underground del porno, un’importante occasione per rendersi conto che ci sono un’infinità di desideri, perversioni, modi di entrare in intimità e fare sesso e altrettanti modi di rappresentarli.
Si sono succedute proiezioni di corto, medio e lungo-metraggi internazionali, talk, workshop, live performance e dj-set.
Al di là della cronaca che segue, vorrei cercare di trasmettervi l’importanza dell’esistenza di Festival come questo, indipendente e autofinanziato.

Hacker Porn Film Festival_logo

L’Hacker Porn è stata innanzitutto un’occasione per conoscere un altro tipo di cinematografia, per entrare in contatto con altre persone che non si accontentano di un solo punto di vista (quello mainstream) e sono curiose di indagarne altri; un contesto come questo permette oltretutto la creazione e condivisione di contatti umani, sociali, lavorativi.

Fra le altre, ho avuto il piacere di conoscere Maya Checchi, editrice di “Golena Edizioni(ex Malatempora, ora diventata collana), che si pregia di avere nel proprio catalogo titoli come “Post-porn modernist” di Annie Sprinkle, “Pornoterrorismo” e “Fica potens” di Diana J. Torres, “Diventare cagna” di Itziar Ziga, “Fuck the Fascism” di Maria Basura. Con lei ho fatto una lunga chiacchierata e sono rimasta colpita e affascinata dalle vicende del libro “Lei – Quando l’abuso è al femminile” di Franca Kodi, pubblicato nel 2014 e che ha subìto ostracismo da parte della stampa perché racconta la storia autobiografica dell’autrice abusata da bambina dalla propria madre.
Ho conosciuto Michele e Thrix, del non collettivo queer di Genova che – in occasione del prossimo Pride genovese (15 giugno 2019) – ha lanciato la call: “Be Your Pride!” per far confluire realtà transfemministe, inclusive, intersezionali in una giornata che si terrà il 16 giugno presso il Laboratorio Sociale Occupato Autogestito Buridda durante la quale ci saranno laboratori, spettacoli, momenti d’incontro e dibattito per confrontarsi rispetto alle tematiche riguardanti i diritti umani e sociali del mondo LGBTQI+.
Ciò che ho preferito maggiormente sono state l’atmosfera libera e disinibita, una certa rudezza del contesto, lontano dal mondo patinato al quale ci siamo abituat* tramite il marketing emozionale. Mi sono sentita a mio agio, svincolata dai canoni nei quali mi sento immersa quotidianamente e ho trovato una sorta di isola felice, che vorrei diventasse penisola e poi continente.

In questo articolo mi soffermerò sugli eventi, perché desidero dedicare un articolo specifico ai film che ho visto e mi sono rimasti più impressi nella memoria.

Sono arrivata al festival il 25 aprile, cominciando la giornata col workshop di auto-ginecologia condotto da Red, ginecologa e attivista, che ha inoltre fondato e coordina l’evento LadyFest Maastricht. È stato interessante condividere le nostre esperienze ginecologiche e affrontare tematiche specifiche a seconda degli argomenti proposti. Ho subito percepito solidarietà e voglia di confrontarsi. Lo scambio orizzontale di informazioni ci ha permesso di imparare qualcosa in più sul nostro corpo, su come viene percepito e trattato da chi si dovrebbe prendere cura di noi, oltre a noi, e inoltre ci siamo potut* dare indicazioni sulla base della nostra cultura generale e delle esperienze personali. È stato molto stimolante e positivo e credo che abbia reso meno doloroso il senso di solitudine e impotenza che spesso abbiamo provato al cospetto di specialist* che ci hanno trattato come se fossimo solo una vagina con un corpo attorno.

talk “Sessualità e Disabilità”, (da sx: Veronica Pinto, Fabrizio Quattrini, Mariella Popolla)

Venerdì 26 aprile ho preso parte al talk “Sessualità e Disabilità: l’utilizzo dei sex toys come esperienza educativa” con Fabrizio Quattrini (psicologo, sessuologo, docente presso l’Università degli Studi dell’Aquila, nonché vice presidente di LoveGiver) moderato da Mariella Popolla (sociologa, Università degli Studi di Genova). Specialmente quando si parla di disabilità che inibisce l’uso della parola o quando è coinvolto il sistema cognitivo, il discorso sulla consapevolezza e sui desideri della persona disabile devono essere compresi e interpretati da chi le sta vicino, che sia una/un famigliare o una/un educatrice/educatore/assistente/altro perché è importante che ci sia consenso, che diversamente può essere esplicitato a parole. Fra i problemi che affliggono le persone disabili ci sono la loro frequente infantilizzazione e il dare per scontato un orientamento sessuale etero.
Fabrizio ha suggerito la visione di “Gabrielle”, film canadese che racconta la relazione tra Gabrielle, affetta dalla “sindrome di Williams” e Martin, e il documentario spagnolo “Yes, we fuck!, che tratta la sessualità tra persone disabili.
La sera ho visto un estratto da “Io sono una puttana” spettacolo scritto e interpretato da Ninì, una sex worker che racconta sarcasticamente le sue vicissitudini tra stigmi, aneddoti e paradossi burocratici, sociali e culturali, nel tentativo di reinserire la sua professione nell’ambito strettamente lavorativo. Mi piacerebbe vedere l’intera pièce.

Sabato 27 aprile, dopo un’intensa giornata tra cortometraggi e lungometraggi, ho assistito alla performance “Metamorphosis 2.0” di Sabrina Casiroli, con Claudia Benedetti, Sabrina Casiroli, Nora di Bartolomei e Davide Moroni. Liberamente ispirato al mito della metamorfosi di Atteone, di Ovidio, la messa in scena non mi ha emozionata o colpito positivamente, anzi l’ho trovata un’esibizione pretestuosa per fare shibari in modo ginnico.

Domenica 28 aprile sono arrivata tardi al talk “Il gioco del sesso” con Proudence Baelish (scrittrice, sexual counselor, studiosa di BDSM e sessualità alternativa) moderato da Mariella Popolla, ma ho fatto in tempo a sentire l’ultima metà. Non è raro che ciò che facciamo nel privato spesso sia percepito in opposizione e contrasto con chi siamo e cosa facciamo in pubblico, come se le due sfere fossero inconciliabili. Fintanto che la perversione è consapevole e il gioco di dominazione/sottomissione consensuale va bene, se ci fossero forzature e soprusi non sarebbe più un gioco, appunto, ma un abuso. Il desiderio di oggettificazione non corrisponde all’oggettificazione stessa e comunque nasce dal desiderio della persona, non da un’imposizione esterna.
Quella notte Finn Peaks del collettivo Meow Meow di Berlino ci ha deliziati con la sua performance “Gimme Ten”, uno spiritoso e sexy strip-tease proposto come una lezione di aerobica che ha infervorato il pubblico.

esposizione delle foto di Marta Di Stefano

Lunedì 29 aprile è stata la volta dell’ultimo talk del festival: “Sex work” con Candy Flip (lavoratrice sessuale e performer del collettivo berlinese Meow Meow) sempre moderato da Mariella Popolla. Nonostante il “Prostitution Act” del 2001 abbia sancito che la prostituzione non è immorale in Germania, di fatto anche là il cosiddetto mestiere più antico del mondo è screditato e biasimato. Candy ha fornito informazioni sulla legislazione tedesca a riguardo e ha espresso il suo punto di vista come sex worker a Berlino. Al dibattito è intervenuta dal pubblico anche Ninì, che fa parte del collettivo transfemminista Ombre Rosse, di cui vi invito a leggere un’interessante intervista pubblicata l’1 luglio 2018 sul blog “La Falla”.
A mezzanotte mi sono goduta lo strip-tease di Azoto, un originale show in cui sono esplose tutta la sua queerness e fantasia, dalla scelta dell’abbigliamento alle musiche: l’inizio con “The Diva Dance” da “Il Quinto Elemento” ha scardinato l’idea di spogliarello fatto da mossette piacione, donandoci una sensualità e un erotismo fuori dagli schemi, perfettamente in sintonia con l’atmosfera oltre i confini del Festival.

Martedì 30 aprile, ultima giornata di Hacker Porn sono arrivata con imperdonabile ritardo, perdendo la premiazione, la retrospettiva del collettivo Meow Meow e la proiezione del loro “48h film project”, ossia un film ideato e girato in sole 48 ore da artist* ospiti (nel 2017 fu Maria Basura, mentre nel 2018 fu la volta di Ben Berlin), che per l’edizione 2019 ha visto Meow Meow impegnato a creare un porno all’interno del Forte Prenestino, storico centro sociale occupato della capitale. Sono riuscita a vedere la prima del documentario “Potere e Pregiudizio” di Paolo Lipari a godermi la festa di chiusura fino alle prime luci del mattino.

Sono rientrata a Milano con la borsa piena di flyers, adesivi, biglietti da visita, appunti e ricordi emozionanti di un’esperienza carica di stimoli e riflessioni.

Claudia Ska

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